Uno dei più bei esempi del medioevo calabrese è a San Giovanni in Fiore. Siamo al centro della Sila Grande, a metà trada tra Cosenza e Crotone.

Abbazia florense

Coro abbazia florense

La storia di San Giovanni in Fiore ed il suo nome, sono strettamente legati alla figura del celebre abate Gioacchino da Fiore.

Nacque a Celico, e intorno al 1189 iniziò la costruzione di un cenobio e del nuovo ordine florense.

Una volta terminati i lavori del cenobio, la grande chiesa prese il nome di Abbazia Florense.

Attorno all’Abbazia Florense andò pian piano a prendere forma l’antico borgo medievale di San Giovanni in Fiore.

Ancora oggi le sue viuzze, e le piccole case tutte attorno all’abbazia offrono un paesaggio unico nel suo genere.

La splendida Abbazia rappresenta il monumento simbolo del paese di San Giovanni in Fiore ed è meta di numerose visite guidate.

In prossimità dell’Abbazia vicino all’arco medievale a sesto ogivale, vi sono alcuni resti nei muri che rappresentano quello che resta di diversi archi, fatti erigere nel borgo.

Tali archi costituivano le porte della città, oltrepassando i quali si era immuni da ogni pena inflitta dalla Corte Giudiziaria Normanna.

Il centro storico di San Giovanni presenta numerose testimonianze dell’arte della lavorazione della pietra.

Le realizzazioni architettoniche testimoniano una vera e propria scuola di scalpellini sangiovannesi, attiva sin dall’età medievale.

Apprezzabili anche i lavori in ferro battuto delle ringhiere ai balconi, delle inferriate sui portoni d’ingresso, lungo le scale esterne ed interne alle case.

 

L’Abbazia, oltre ad essere è uno dei più grandi edifici religiosi della Calabria, è l’emblema di una tradizione culturale e spirituale il cui nome è legato alla figura dell’abate Gioacchino da Fiore.

Gioacchino da Fiore grande profeta rivoluzionario e uomo di profonda fede, nacque a Celico in provincia di Cosenza tra 1130 e il 1135, in una ricca famiglia borghese.

Gioacchino scelse questo luogo per costruire la sua Abbazia poiché lo considerava un territorio tranquillo e in grado di trasmettere spiritualità.

In questi anni il monaco maturò l’ordine florense che venne poi riconosciuto e approvato dal papa Celestino III nel 1196.

La chiesa, edificata in stile romanico, trasmette semplicità e potenza.

Dal portale gotico si accede alla navata unica allungata in pietra nuda e priva di decorazioni, culminante con l’abside quadrangolare la cui parete di fondo presenta un tema di trafori in sette aperture.

L’altare è in stile barocco e presenta una statua lignea di San Giovanni Battista.

Alla destra dell’altare, una scalinata porta alla cripta con l’urna delle spoglie di Gioacchino da Fiore, mentre alla sinistra, su un altare, una teca custodisce il corpo ricostruito dell’Abate.

In una piccola laterale sono esposte litografie del meraviglioso Liber Figurarum, raccolta di teologia figurale simboleggiante il profetico pensiero di Gioacchino da Fiore.

In origine il complesso monastico, oltre all’Abbazia, comprendeva una serie di edifici come officine, cucine, falegnameria, ricovero degli attrezzi e altri edifici.

Nelle sale dell’abbazia è ospitato il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, aperto nel 1982 che si propone di produrre ricerche e pubblicazioni sulla figura dell’abate Gioacchino, e dei suoi studi.

Il Centro vuole sviluppare l’interesse per gli studi e le ricerche dell’abate calabrese, divenuto insieme a Dante Alighieri e San Francesco d’Assisi, l’autore più studiato della cultura nazionale italiana.