La chiesa di San Michele Arcangelo a Vibo Valentia è uno degli esempi più belli.

Un esempio prezioso dell’architettura rinascimentale di tutta la parte meridionale della penisola italiana, che si distingue per la sua eleganza e la presenza di ornamenti molto delicati.

Fu realizzata nel 1519 sulla base del progetto di un architetto senese, Baldassarre Peruzzi. Il suo progetto originale è stato fortemente rivisto dopo il terremoto avvenuto alla fine del XVIII secolo.

Torre della Chiesa di S.michele Arcangelo a Vibo valentia

Vista dal drone della torre campanaria a Vibo Valentia

L’interno della Chiesa di San Michele, che fu elevata a parrocchia nel giorno dell’8 agosto 1519 dal Vescovo di Mileto, Andrea Della Valle, ha una navata unica ed è arricchito con eccellenti bassorilievi.

In fondo alla navata si può ammirare l’abside che mostra chiaramente il gusto tipico del periodo barocco. All’interno è possibile vedere un quadro di Luca Giordano raffigurante San Michele che scaccia Lucifero.

Fra le altre cose, si fanno notare le pregiate decorazioni artistiche presenti sul portale d’ingresso sulla facciata principale, con pilastrini d’ordine ionico.

Anche il campanile merita qualche scatto fotografico, caratterizzato da una sezione a pianta quadrata e da ben tre ordini sovrapposti. Oggi risulta privo della cuspide a seguito del terremoto del 1783. La torre campanaria aveva un orologio il cui meccanismo è stato ritrovato sul posto ed oggi conservato nel museo.

Nella Chiesa di San Michele Arcangelo, inoltre, erano custodite alcune importanti tele risalenti al Duecento. Un notevole patrimonio artistico che oggi può essere ancora ammirato all’interno della chiesa di San Giuseppe e che consiste in due tele del Rubino che raffigurano “La Comunione di Cristo” e la “Madonna col Bambino, San Pietro e San Paolo”.

Poi vi sono anche “La Deposizione” e “L’Annunciazione” di Zoda. Una pregevole tela di “S. Gaetano” opera che porta la firma del Curatoli. Un prezioso quadro del Seicento raffigurante la “Caduta degli Angeli” di Giordano.

Dell’antica struttura di San Michele Arcangelo precedente a quella realizzata nel 1559, secondo alcune testimonianze, rimane una cripta, ubicata sotto il pavimento e accessibile da un ingresso esterno alla chiesa.

È probabile che la cripta sia stata realizzata nel periodo normanno o nell’epoca degli angioini.

Secondo le ipotesi degli studiosi, la cripta della chiesa di San Michele, sarebbe stata realizzata in concomitanza a un piccolo luogo di culto, noto come San Michele il Vecchio, andato distrutto per permettere la realizzazione dell’attuale chiesa.

La cripta a forma di croce latina e costituita da cunicoli stretti e piccoli abitacoli.

Questa è gestita dal comune di Vibo come spazio museale della città.

Al suo interno è possibile ammirare opere di arte sacra antica come tabernacoli, statue, sculture, lanterne e altri oggetti rinvenuti al suo interno.

Altrettanto suggestivi e probabilmente fiore all’occhiello di questo museo in Calabria sono il sarcofago, rivenuto e custodito all’interno dell’ossario, noto a molti come l’ossario di Vibo Valentia.