Scorcio di Tortora

Scorcio del borgo antico di Tortora

Tortora è una scoperta perchè non è solo bandiera blu. Tortora è l’ultimo dei comuni a nord della costa tirrenica.

Si tratta di una delle più antiche città calabresi, con presenza umana risalente al Paleolitico, come dimostrato dai resti ritrovati in zona durante diverse campagne di scavi.

Quest’anno è balzata all’onore delle cronache perchè ha avuto il riconoscimento della bandiera blu per i servizi offerti e per le acque pulite.

La spiaggia della Marina è situata sulla fascia costiera chiamata Riviera dei Cedri ed è contigua alla più famosa Praia a Mare.

Ma se prendi la strada che si inerpica verso le montagne, ti accorgi che il panorama cambia.

Si attraversano resti di epoca romana, una torre di avvistamento di epoca saracena e infine, dopo alcuni tornanti, raggiungi il borgo antico.

Tortora è abbarbicato su un versante montano del Parco Nazionale del Pollino.

Alla fine del I secolo, sul colle Palecastro, venne fondata la colonia romana di Blanda Julia in onore di Gaio Giulio Cesare, il cui nucleo avrebbe successivamente dato vita al borgo.

A partire dal IX secolo, infatti, Blanda fu definitivamente abbandonata a causa delle continue incursioni Saracene.

Per questo motivo i suoi abitanti si rifugiarono nell’entroterra, dove fondarono il piccolo borgo di Julitta posto su uno sperone roccioso, che in seguito assunse il nome di Tortora.

L’etimologia del nome “Tortora” è evidentemente legata al termine latino “turtur”. La tortora selvatica è raffigurata anche nello stemma comunale.

Il Museo Archeologico di Blanda è una sorta di itinerario attraverso le varie epoche storiche che videro lo sviluppo di Blanda e dell’antico borgo medievale.

I reperti esposti coprono un arco di tempo che va dall’età del bronzo fino alla tarda epoca imperiale romana.

Il Museo archeologico di Blanda è situato nel Palazzo Casapesenna, nel centro storico di Tortora.