15 Bandiere Blu in Calabria

15 Bandiere Blu in Calabria

15 tappe bandiera blu in calabria

Una delle 15 tappe delle Bandiere Blu in Calabria

Ecco le 15 Bandiere Blu in Calabria che in questa stagione estiva saranno le protagoniste delle spiagge più belle.

La Calabria si conferma una meta da sogno, per il suo mare cristallino e le spiagge paradisiache.

Quest’anno, ben 15 località calabresi possono fregiarsi dell’ambito titolo di “Bandiera Blu 2021”.

Il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato della Fee (Foundation for Environmental Education) alle spiagge certificate per la qualità ambientale non solo delle loro acque, ma anche per i servizi, gli spazi verdi, nonché i parametri di vivibilità e di sostenibilità verso i turisti.

Ogni provincia ha le sue località balneari con i servizi migliori e le acque cristalline, una più bella delle 15 bandiere blu in Calabria

Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana sono le tappe che vedremo di volta in volta sul canale

In provincia di reggio calabria e catanzaro ci sono 2 località ciascuna: Siderno e Roccella Jonica nella prima e Soverato e Sellia marina nella seconda. In provincia di Vibo valentia c’è soltanto Tropea.

Melissa e Cirò marina sono le uniche due tappe della provincia di Crotone

Amazing kalabria è stato invitato da una truope televisiva che filmerà tutte le località. In questa occasione avremo modo di visitare le spiagge più organizzate e pulite delle coste calabresi da nord a sud, da est ad ovest.

Si comincia con Soverato e Sellia Marina, poi Tropea e le altre a seguire. Un tour che girerà finoa tutto Agosto. Seguimi sul canale youtube per non perdere le puntate.

Finalmente agli onori della cronaca per ciò che realmente siamo: un territorio ricco di risorse, di comunità operose, di buone pratiche nel settore privato come nella governace della cosa pubblica.

Un bilancio positivo che registra l’aumento di una unità rispetto alle 14 spiagge premiate nel 2020.

Un plauso va a tutti i Sindaci dei comuni delle 15 bandiere blu in Calabria per tutte le iniziative intraprese con capacità e perseveranza e per i risultati ottenuti.

Obiettivo comune è promuovere il valore del territorio; programmare uno sviluppo condiviso, sostenibile e integrato; valorizzare competenze, ottimizzare energie e risorse per attrarre finanziamenti e realizzare interventi concreti.

Quello che faccio personalmente da diversi anni con il canale youtube e con questo blog.

 

Se ti fa piacere iscriviti al canale youtube: www.youtube.com/amazingkalabria

Nuccio Loreti, nemo profheta in patria

Nuccio Loreti, nemo profheta in patria

Nuccio Loreti è Nemo Profheta in Patria.

Tale frase è usata per esprimere la difficoltà che le persone hanno nell’emergere in ambienti a loro familiari.

Si da per scontato che in ambienti estranei sarebbe meno difficile far valere le proprie capacità.

E’ proprio quello che succede in Calabria con uno dei suoi figli d’arte.

Nuccio Loreti è unn artista, scultore del ferro che ha seguito le orme di altri catanzaresi entrati nella storia della città. Chi non conosce il maestro Saverio Rotundo detto “u ciaciu” a catanzaro?

Lui fu maestro riconosciuto dell’arte dell’abbandono e di creazioni artistiche in metallo. E come il maestro Rotundo, anche Nuccio Loreti sfrutta la sua esperta manualità nella lavorazione dei metalli amalgamandola con la creatività.

Inizia con piccoli lavoretti artistici i cui soggetti spaziano da elementi naturali come piante e fiori e soprattutto animali, a oggetti i più vari e di uso comune, adatti alle richieste del design e dell’architettura.

Realizza una maestosa aquila dall’apertura alare di due metri e venti – costruita in due anni di lavoro difficoltoso e impegnativo – e che può certamente essere considerata la sua prima importante opera artistica.

Il cavallo di ferro di Nuccio Loreti

Il cavallo di Nuccio Loreti composto da oltre 300 pezzi assemblati

Ma nel 2014 Nuccio Loreti prende spunto da altri artisti nazionali e internazionali che costruiscono opere mediante l’assemblaggio dei cosiddetti pezzi di abbandono.

Così realizza un grande cavallo bianco, simbolo di coraggio, forza e vittoria.

Il cavallo venuto fuori poi nel 2017 fu chiamato Petrus.

Un abile assemblaggio di oltre 300 tessere uniti mediante saldatura.

Pezzi unici realizzati ad uno ad uno e successivamente assemblati per dare corpo al prodotto artistico unico nel suo genere.

Poi vengo affascinato da alcune fotografie che trovo su facebook mentre l’artista è all’opera nel suo ambiente di lavoro.

Allora provo a contattarlo e decido di andarlo a trovare proprio nel suo laboratorio a catanzaro, fuori mano, quasi in campagna.

Qui mi accoglie con entusiasmo e mentre lavora alla sua ultima opera, il Polpo di ferro che poi verrà installato sul lungomare, e qui mi racconta le sue vicissitudini degli anni precedenti.

Poi mi parla orgogliosamente della sua opera, unica di un’italiano in America, viso di donna.

Seguimi sul canale youtube per vedere le altre opere di Nuccio Loreti ed iscriviti tramite questo link

Per non perdere gli altri video, clicca sulla campanella. Grazie

 

 

 

 

Borgia da scoprire e il Monastero di San Fantino

Borgia da scoprire e il Monastero di San Fantino

Un monastero a Borgia, in località Saffantino o S. Fantino, forse risale all’anno mille.

Nello stesso periodo gli storici ricercano nella stessa area il vivarium di Cassiodoro. È un insediamento monastico basiliano della quale si conosce pochissimo.

Saffantino è la storpiatura dialettale di San Fantino, cui il monastero è dedicato.

 Gli  studiosi non sanno datare storicamente questo luogo dicendo se il titolare è San Fantino l’Anziano di Tauriana, del IV secolo, o il Giovane, del X-XI secolo.

In ogni caso, il sito mererebbe una visita, ma il terreno sul quale è edificato risulta privato quindi impossibile accedervi se non conosci il proprietario.

Ingresso chiesetta di San Fantino

Chiesa di San Fantino a Borgia (CZ)

Comunque per chi non conosce il territorio è difficile raggiungere questo sito storico anche perchè è segnalato poco e male.

Dalle notizie reperite sui social, alcuni cultori delle ricerche storiche asseriscono che prima che questo sito diventasse un Monastero era un sito dove i viandanti sul percorso dell’Istmo tra il Golfo di Squillace e il Golfo di Lamezia terme trovavano rifugio notturno e refrigerio per il loro cammino.
 
Pare che i primi a trasformare questo sito in luogo di preghiera furono degli eremiti Siriaci(Siria e medio oriente).
 
Questi infatti costruirono una piccola cappella di preghiera con la Sacra Effige della Madonna del Carmelo a cui erano molto devoti.
 
Non si può escludere che questo che poi fu denominato Monastero non sia stata una sede principale come scrittoio di Flavio Cassiodoro.
 
Il nome originale dato dagli abitanti vicini è stato il convento degli eremiti la chiesetta degli Assanti, chiamato così per via sia dell’Effige della Madonna del Carmelo che non si sa più dove sia finita.
 
Il Monastero fu distrutto nel 9° secolo dall’invasione dei Saraceni che uccisero tutti i Frati.
 
La stessa fine fecero anche altri Monasteri sul territorio di Squillace. Ringrazio Francesco Samà che ha reso pubbliche queste informazioni.
 
Come aggiunge Francesco Samà, la caratteristica dei Monasteri o conventi come si vogliano chiamare, è quella di avere una fontana sorgiva e una vasca per l’iorrigazione dei campi.
 
Qui pare che ce ne sia una bellissima che risale al terzo quarto secolo. Questo sarà un motivo per ritornare in questo luogo per cercarla e fotografarla.
 
Se vuoi dare uno sguardo al video che ho prodotto per l’occasione lo puoi trovare qui. Se ti fa piacere iscriviti al canale. e spunta la campanella per non perdere gli altri video.
 
Non costa nulla ma conta molto per me.
La Torre Cavallara è un Luogo del Cuore

La Torre Cavallara è un Luogo del Cuore

Con le comunicazioni dei dati definitivi, si è ufficializzata la classifica finale dei Luoghi del Cuore del FA.

La Torre Cavallara di Catanzaro ha totalizzato 3.919 voti.

Si è piazzata al 106° posto assoluto sugli oltre 39.500 siti candidati.

Scorrendo le classifiche locali e di categoria, si scopre che la Torre è giunta al secondo posto assoluto tra i luoghi candidati in Calabria.

Questa classifica vede al primo posto il Complesso Monastico Basiliano di Santa Maria del Patire , nel Comune di Corigliano Rossano.

Ma la più grande soddisfazione di risultato arriva dalla classifica nazionale relativa alla tipologia di sito.

Infatti, la Torre Cavallara risulta la più votata d’Italia, davanti alla Torre Colimena di Manduria (TA).

Il numero di voti raccolti e la posizione guadagnata, permetterebbe al Comitato di presentare un progetto finanziabile dal FAI previa selezione, per il recupero o la fruizione del bene.

Il regolamento prevede la possibilità di poter presentare un progetto anche se il bene è privato, ovviamente con il consenso della proprietà e con determinate condizioni relative alla gestione e utilizzo del denaro.

Questo splendido risultato è merito anche del mio amico Ivan Comi e me medesimo. Mi coinvolse per realizzare un mini spot con l’ausilio del drone. Ed ecco qui il risultato di quella mattinata, al sorgere del sole.

Torre di avvistamento del XVII secolo, è adagiata su una collina a pochi passi dalla costa ionica catanzarese.

La costruzione venne edificata con scopi di difesa contro le invasioni saracene.

La torre, a base quadrangolare, è detta “Cavallara” perchè ospitava i Cavallari, responsabili delle comunicazioni veloci in caso di pericolo.

I cavalli erano ospitati al piano terra, in un ambiente con volta a botte e pilastro centrale.

L’accesso al piano superiore avveniva tramite scala esterna con ponte levatoio.

La Torre Cavallara era inserita in un ampio sistema di strutture di avvistamento edificate lungo tutta la costa.

Il prezioso “Codice Carratelli”, manoscritto di fine XVI secolo costituito da 99 acquerelli di recente riscoperta, ne raffigura complessità ed importanza.

Il fascino storico di Cortale sconosciuto

Il fascino storico di Cortale sconosciuto

Cortale è situato nell’istmo di Catanzaro, la parte più stretta della Calabria.

E’ su una collina che domina vaste pianure e suggestive vallate, con una bellissima vista aperta sui due mari tra il Golfo di Sant’Eufemia e quello di Squillace.

Il centro storico, nonostante i terremoti del 1783 e del 1905, ancora oggi è valida testimonianza del passato.

L’antica atmosfera del borgo si rinnova passeggiando tra i vicoletti sovrastati da tunnel in pietra tufacea o risalendo le gradinate che caratterizzano il paesaggio.

La storia di Cortale è lunga quasi mille anni, ed ha inizio quando alcuni monaci basiliani fondano il Monastero dei Santi Anargiri Cosma e Damiano, che costituisce il nucleo dell’origine del paese.

La parte più antica di Cortale venne distrutta dal terremoto del 1783.

Dopo tale catastrofe viene costruito un nuovo borgo dove si trasferisce la gran parte della popolazione.

San Giovanni Battista di Cortale

Cortale – S.Giovanni Battista

Tra i beni monumentali di grande interesse ritroviamo la Chiesa di Santa Maria Cattolica Maggiore costruita nel Diciottesimo secolo.

Di grande interesse storico è il Lavatoio delle Olive, che rappresenta una testimonianza di archeologia industriale.

Per entrare in contatto con la natura più incontaminata, respirare aria pura ed allontanarsi dai ritmi frenetici della città, si consiglia una passeggiata nel “Bosco Sospeso”, ovvero un Parco immerso nei boschi delle Serre Calabresi situato nel territorio di Cortale.

Tra le personalità del luogo si ricorda il pittore Andrea Cefaly, che nacque a Cortale nel 1827.

Appartenente ad una famiglia della media nobiltà calabrese, si formò nell’ambiente culturale napoletano. A Cortale fondò la Scuola di pittura che prese il nome di “Scuola cortalese”. Le sue opere riflettono temi morali e patriottici, letterari e religiosi, senza dimenticare le atmosfere della sua terra e i sentimenti della sua vita familiare. La sua arte si colloca tra le esperienze del verismo napoletano e quella dei macchiaioli toscani.

Nell’area dell’ex abbazia di Cortale è stato scoperto un reperto lapideo di antichissime origini. Il betilo, pietra a cui si attribuiva una funzione sacra in quanto dimora di una divinità o perché identificata con la divinità stessa, riporta la più antica iscrizione della Magna Grecia ed è ora custodita a Palazzo Valdesi

Qui di seguito trovi il video che ho pubblicato sul canale per mostrarti i luoghi che ho descritto precedentemente. Buona visione

We Love Catanzaro 16 Luglio

We Love Catanzaro 16 Luglio

We love Catanzaro è la ricorrenza del Santo Patrono della città di Catanzaro ogni 16 Luglio.

Ho voluto offrire alcuni spunti video per un breve spot pubblicitario.

La richiesta mi è stata fatta da una cara amica, Mavì Raschellà e dal neo presidente del Rotary Club Catanzaro Tre Colli, Luca Provenzano.

We love catanzaro mostra i luoghi più importanti della città evidenziando l’arte, la cultura, le passioni, i sapori che la città offre.

Partendo dal Ponte Morandi che è l’emblema della città sin dagli anni 60, si intravede il Cavatore che saluta ogni straniero all’arrivo in città.

Successivamente ho pensato al Parco della Biodiversità che è il polmone verde con le installazioni di opere uniche nel loro genere e il Museo Storico Militare.

La Torre Cavallara rappresenta il passato della città, allorquando ci si doveva difendere dagli attacchi turcheschi nel XV secolo.

Il teatro Politeama nel cuore della città e la Torre campanaria del Duomo, percorrendo i vicoli delle zone antiche della Grecia.

La statua di Stocco, sita nell’omonima piazzetta, rappresenta il fervente patriota e fedelissimo del generale Garibaldi con il quale, imbarcatosi a Quarto, combattè a Calatafimi e poi in Calabria.

Poi si intravede la Chiesa dell’Immacolata e di San Giovanni e il suo Complesso Museale.

Per non dimenticare la zona marina, offro una panoramica dal drone del Nuovo Porto con le sue imbarcazioni ai moli di attracco.

Dal drone offro la vista panoramica da Bellavista fino al mare.

We love catanzaro è anche il polo universitario di Germaneto con la Cittadella Regionale e il suo complesso.

Poi mostro i piatti tipici della nostra cucina locale: dal morzello ai vermituri.

Per non dimenticare che Catanzaro è una città sul mare mostro il golfo di Squillace e l’alba che sorge in direzione di Le Castella.

Infine, ma non per ultima, la passione giallo rossa della squadra di calcio, che fu la prima a calcare i terreni della serie A, ai tempi del famoso Mammì.

Se ti fa piacere iscriviti al canale, non costa nulla. www.youtube.com/amazingkalabria