9 Spiagge Piu Belle Bandiera Blu

9 Spiagge Piu Belle Bandiera Blu

9 Spiagge piu belle conferma la Calabria come meta da sogno con le sue località premiate con la Bandiera Blu.

Il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato della Fee (Foundation for Environmental Education) alle 9 spiagge piu belle, certifica la qualità ambientale non solo per le acque del mare, ma anche per i servizi, gli spazi verdi, nonché i parametri di vivibilità e di sostenibilità verso i turisti.

La provincia di Cosenza ha molte località con bandiera blu.

Tra queste, la splendida Praia a Mare, insignita della Bandiera Blu per ben tre chilometri di costa, dal Camping Internazionale fino a Punta Fiuzzi, situata di fronte alla suggestiva Isola di Dino.
Poco distante dalla spiaggia si può visitare l’antica Torre di Fiuzzi, costruita sopra il faraglione omonimo durante il XVI secolo.

Altro gioiello della costa tirrenica cosentina è San Nicola Arcella. 

Negli ultimi anni è diventata una delle più ambite località turistiche della Calabria. A guadagnare il prestigioso riconoscimento che premia la qualità delle acque di balneazione e dei lidi, sono per il terzo anno consecutivo Canale Grande di Marinella e la spettacolare Arcomagno, un tratto di sabbia a mezzaluna dove sorge l’imponente e suggestivo arco di Enea.

New entry di quest’anno, insieme a Santa Maria del Cedro è Diamante.

La sua spiaggia antistante l’isola di Cirella con affioramento di roccia calcarea, rappresenta un vero e proprio gioiello ambientale e naturalistico.

Una breve arrampicata conduce alla sommità, dove si trovano i ruderi di una torre costiera d’avvistamento, costruita nel 1562 per fronteggiare le incursioni dei pirati.

La Bandiera Blu sventola anche sullo splendido lungomare di Roseto Capo Spulico, affascinante borgo famoso per il castello a picco sul mare.

Un luogo di grande magia e suggestioni fuori dal tempo.

Dopo essere stata eletta Borgo dei Borghi 2021, Tropea viene premiata anche per l’eccellenza delle sue acque di balneazione.

Un motivo in più per non lasciarsi sfuggire l’occasione di una vacanza in questa meta da sogno.

In provincia di Reggio Calabria c’è l’azzurro mare di Roccella Jonica.

Per il borgo reggino si tratta di una riconferma che ancora una volta premia l’impegno che lo vede protagonista, da circa un ventennio, per garantire l’eccellenza delle acque di balneazione, l’accessibilità e la sicurezza delle spiagge, la fruizione di piste ciclabili, l’efficientamento energetico e la gestione sostenibile del territorio.

In provincia di Catanzaro c’è Soverato con la bellissima Baia dell’Ippocampo, lungo la costa ionica della Calabria.

Una lingua stretta e lunga di sabbia bianchissima molto sottile, con un mare azzurro ricco di sfumature che vanno dal turchese al blu intenso.

I suoi fondali sono abitati da colonie di cavallucci marini, sempre più rari nel Mediterraneo.

Imperdibile per gli appassionati di immersioni subacquee e snorkeling.

Torre Melissa e Cirò Marina sono le due località in provincia di Crotone con la Bandiera Blu.

Melissa si aggiudica il prestigioso riconoscimento per il decimo anno consecutivo.

Un luogo tranquillo, dove godersi un soggiorno indimenticabile, tra sole, mare e gustosi piatti della tradizione locale.

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Tortora non è solo bandiera blu

Tortora non è solo bandiera blu

Scorcio di Tortora

Scorcio del borgo antico di Tortora

Tortora è una scoperta perchè non è solo bandiera blu. Tortora è l’ultimo dei comuni a nord della costa tirrenica.

Si tratta di una delle più antiche città calabresi, con presenza umana risalente al Paleolitico, come dimostrato dai resti ritrovati in zona durante diverse campagne di scavi.

Quest’anno è balzata all’onore delle cronache perchè ha avuto il riconoscimento della bandiera blu per i servizi offerti e per le acque pulite.

La spiaggia della Marina è situata sulla fascia costiera chiamata Riviera dei Cedri ed è contigua alla più famosa Praia a Mare.

Ma se prendi la strada che si inerpica verso le montagne, ti accorgi che il panorama cambia.

Si attraversano resti di epoca romana, una torre di avvistamento di epoca saracena e infine, dopo alcuni tornanti, raggiungi il borgo antico.

Tortora è abbarbicato su un versante montano del Parco Nazionale del Pollino.

Alla fine del I secolo, sul colle Palecastro, venne fondata la colonia romana di Blanda Julia in onore di Gaio Giulio Cesare, il cui nucleo avrebbe successivamente dato vita al borgo.

A partire dal IX secolo, infatti, Blanda fu definitivamente abbandonata a causa delle continue incursioni Saracene.

Per questo motivo i suoi abitanti si rifugiarono nell’entroterra, dove fondarono il piccolo borgo di Julitta posto su uno sperone roccioso, che in seguito assunse il nome di Tortora.

L’etimologia del nome “Tortora” è evidentemente legata al termine latino “turtur”. La tortora selvatica è raffigurata anche nello stemma comunale.

Il Museo Archeologico di Blanda è una sorta di itinerario attraverso le varie epoche storiche che videro lo sviluppo di Blanda e dell’antico borgo medievale.

I reperti esposti coprono un arco di tempo che va dall’età del bronzo fino alla tarda epoca imperiale romana.

Il Museo archeologico di Blanda è situato nel Palazzo Casapesenna, nel centro storico di Tortora.

15 Bandiere Blu in Calabria

15 Bandiere Blu in Calabria

15 tappe bandiera blu in calabria

Una delle 15 tappe delle Bandiere Blu in Calabria

Ecco le 15 Bandiere Blu in Calabria che in questa stagione estiva saranno le protagoniste delle spiagge più belle.

La Calabria si conferma una meta da sogno, per il suo mare cristallino e le spiagge paradisiache.

Quest’anno, ben 15 località calabresi possono fregiarsi dell’ambito titolo di “Bandiera Blu 2021”.

Il prestigioso riconoscimento internazionale assegnato della Fee (Foundation for Environmental Education) alle spiagge certificate per la qualità ambientale non solo delle loro acque, ma anche per i servizi, gli spazi verdi, nonché i parametri di vivibilità e di sostenibilità verso i turisti.

Ogni provincia ha le sue località balneari con i servizi migliori e le acque cristalline, una più bella delle 15 bandiere blu in Calabria

Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana sono le tappe che vedremo di volta in volta sul canale

In provincia di reggio calabria e catanzaro ci sono 2 località ciascuna: Siderno e Roccella Jonica nella prima e Soverato e Sellia marina nella seconda. In provincia di Vibo valentia c’è soltanto Tropea.

Melissa e Cirò marina sono le uniche due tappe della provincia di Crotone

Amazing kalabria è stato invitato da una truope televisiva che filmerà tutte le località. In questa occasione avremo modo di visitare le spiagge più organizzate e pulite delle coste calabresi da nord a sud, da est ad ovest.

Si comincia con Soverato e Sellia Marina, poi Tropea e le altre a seguire. Un tour che girerà finoa tutto Agosto. Seguimi sul canale youtube per non perdere le puntate.

Finalmente agli onori della cronaca per ciò che realmente siamo: un territorio ricco di risorse, di comunità operose, di buone pratiche nel settore privato come nella governace della cosa pubblica.

Un bilancio positivo che registra l’aumento di una unità rispetto alle 14 spiagge premiate nel 2020.

Un plauso va a tutti i Sindaci dei comuni delle 15 bandiere blu in Calabria per tutte le iniziative intraprese con capacità e perseveranza e per i risultati ottenuti.

Obiettivo comune è promuovere il valore del territorio; programmare uno sviluppo condiviso, sostenibile e integrato; valorizzare competenze, ottimizzare energie e risorse per attrarre finanziamenti e realizzare interventi concreti.

Quello che faccio personalmente da diversi anni con il canale youtube e con questo blog.

 

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La Madonna del Pettoruto

La Madonna del Pettoruto

La Madonna del Pettoruto è un Santuario che sorge in una conca della valle dell’Esaro, sul versante tirrenico del Pollino.

Questo luogo di pellegrinaggio è meta ogni anno a settembre di pellegrini che arrivano a piedi.

Le origini del santuario sono lontane nel tempo, pare che la prima nicchia fu eretta nel 1274.

L’appellativo petruto, cioè petroso, si riferisce a tuttala zona montuosa che circonda il santuario.

Una leggenda sulla sua origine narra che un tale di nome Nicola Mairo, originario della vicina Altomonte, accusato ingiustamente di omicidio e rifugiatosi sul monte dove sorge oggi il santuario per sfuggire alla cattura, avrebbe avuto una visione mistica.

Qui avrebbe scolpito, durante la sua latitanza, l’immagine della Madonna col Bambino su una roccia tufacea; nel 1449 il Mairo fu scagionato da ogni accusa.

La tradizione narra che nei primi anni del 1600 un pastorello sordo muto sentì chiamarsi per nome e vide la Madonna col Bambino in braccio che lo esortò a fondare la chiesa.

Il santuario fu costruito per volontà del vescovo Felice Greco, vescovo di San Marco Argentano e Bisignano dal 1824 al 1840, successivamente elevato a basilica minore da papa Giovanni Paolo II nel 1979 

Rilevante è inoltre il legame con la Madonna del Pettoruto che hanno i devoti sparsi per il mondo.

A San Isidro, in Argentina, esiste una comunità in onore alla Madonna del Pettoruto.

Famiglie emigrate da San Sosti e stabilitesi in Argentina hanno continuato a praticarne il culto riproducendo le stesse ricorrenze.

Altre comunità che si trovano in Canada e Stati Uniti, hanno portato con sé la fede verso la Madonna e le tradizioni sansostesi.

Ho scoperto anche che la città di Bra, nel cuneese, è gemellata con il comune di San Sosti. Questo perchè molti giovani san sostesi migrarono in piemonte alla ricerca di lavoro ed a Bra c’è una vasta comunità di origine di San Sosti.

Vieni anche tu a visitare il Santuario della Madonna del Pettoruto, sarà una occasione unica.

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La bellezza del medioevo in Calabria

La bellezza del medioevo in Calabria

Uno dei più bei esempi del medioevo calabrese è a San Giovanni in Fiore. Siamo al centro della Sila Grande, a metà trada tra Cosenza e Crotone.

Abbazia florense

Coro abbazia florense

La storia di San Giovanni in Fiore ed il suo nome, sono strettamente legati alla figura del celebre abate Gioacchino da Fiore.

Nacque a Celico, e intorno al 1189 iniziò la costruzione di un cenobio e del nuovo ordine florense.

Una volta terminati i lavori del cenobio, la grande chiesa prese il nome di Abbazia Florense.

Attorno all’Abbazia Florense andò pian piano a prendere forma l’antico borgo medievale di San Giovanni in Fiore.

Ancora oggi le sue viuzze, e le piccole case tutte attorno all’abbazia offrono un paesaggio unico nel suo genere.

La splendida Abbazia rappresenta il monumento simbolo del paese di San Giovanni in Fiore ed è meta di numerose visite guidate.

In prossimità dell’Abbazia vicino all’arco medievale a sesto ogivale, vi sono alcuni resti nei muri che rappresentano quello che resta di diversi archi, fatti erigere nel borgo.

Tali archi costituivano le porte della città, oltrepassando i quali si era immuni da ogni pena inflitta dalla Corte Giudiziaria Normanna.

Il centro storico di San Giovanni presenta numerose testimonianze dell’arte della lavorazione della pietra.

Le realizzazioni architettoniche testimoniano una vera e propria scuola di scalpellini sangiovannesi, attiva sin dall’età medievale.

Apprezzabili anche i lavori in ferro battuto delle ringhiere ai balconi, delle inferriate sui portoni d’ingresso, lungo le scale esterne ed interne alle case.

 

L’Abbazia, oltre ad essere è uno dei più grandi edifici religiosi della Calabria, è l’emblema di una tradizione culturale e spirituale il cui nome è legato alla figura dell’abate Gioacchino da Fiore.

Gioacchino da Fiore grande profeta rivoluzionario e uomo di profonda fede, nacque a Celico in provincia di Cosenza tra 1130 e il 1135, in una ricca famiglia borghese.

Gioacchino scelse questo luogo per costruire la sua Abbazia poiché lo considerava un territorio tranquillo e in grado di trasmettere spiritualità.

In questi anni il monaco maturò l’ordine florense che venne poi riconosciuto e approvato dal papa Celestino III nel 1196.

La chiesa, edificata in stile romanico, trasmette semplicità e potenza.

Dal portale gotico si accede alla navata unica allungata in pietra nuda e priva di decorazioni, culminante con l’abside quadrangolare la cui parete di fondo presenta un tema di trafori in sette aperture.

L’altare è in stile barocco e presenta una statua lignea di San Giovanni Battista.

Alla destra dell’altare, una scalinata porta alla cripta con l’urna delle spoglie di Gioacchino da Fiore, mentre alla sinistra, su un altare, una teca custodisce il corpo ricostruito dell’Abate.

In una piccola laterale sono esposte litografie del meraviglioso Liber Figurarum, raccolta di teologia figurale simboleggiante il profetico pensiero di Gioacchino da Fiore.

In origine il complesso monastico, oltre all’Abbazia, comprendeva una serie di edifici come officine, cucine, falegnameria, ricovero degli attrezzi e altri edifici.

Nelle sale dell’abbazia è ospitato il Centro Internazionale di Studi Gioachimiti, aperto nel 1982 che si propone di produrre ricerche e pubblicazioni sulla figura dell’abate Gioacchino, e dei suoi studi.

Il Centro vuole sviluppare l’interesse per gli studi e le ricerche dell’abate calabrese, divenuto insieme a Dante Alighieri e San Francesco d’Assisi, l’autore più studiato della cultura nazionale italiana.

Museo Bilotti a Cosenza

Museo Bilotti a Cosenza

Il Museo Bilotti rappresenta un unicum nel panorama artistico cosentino: una vera galleria d’arte a cielo aperto, realizzata nella principale arteria commerciale della città, Corso Mazzini e sue diramazioni, area destinata al passeggio dei cosentini.

Il percorso del Museo all’Aperto Carlo Bilotti consente di fruire l’arte in modo innovativo, armonicamente integrato nel tessuto urbano, tra lo shopping e un aperitvo in compagnia.

Le opere d’arte contemporanea di artisti di fama nazionale e internazionale, 16 in totale, sono frutto della donazione al Comune di Cosenza della famiglia Bilotti.

Testa di Cariatide (Amedeo Modigliani)

Fa parte della serie delle Cariatidi che rappresentano la sintesi della cultura, di influenze e contaminazioni di movimenti artistici europei ed africani a Parigi.

San Giorgio e il Drago (Salvator Dalì)

Nell’opera Dalì ritrae San Giorgio, ovvero il simbolo critico-paranoico, nell’atto di uccidere il drago della ragione.

Grande Bagnante (Emilio Greco)

L’opera fa pendant con la Bagnante del 1959, donata nel 2004, sempre da Bilotti, alla Galleria Nazionale di Cosenza – Palazzo Arnone. La torsione della figura forma una linea sinuosamente astratta, le cui superfici paiono espandersi in onde progressive di vibrante vitalità.

Cardinale in piedi (Giacomo Manzù)

Si tratta di un’immagine ieratica, dalla schematica struttura piramidale, rappresentata assorta in meditazione. Figura solenne e maestosa che invade lo spazio e tende alla semplificazione mediante il verticalismo, in cui è evidente il consistente apparato volumetrico creato dalla doppia massa conica del corpo, avvolto dal piviale, e dal solido formato dalla testa e dalla mitra.

Testa di Medusa (Giacomo Manzù)

Si tratta di un’unica tiratura per il MAB di Cosenza, la cui fusione in bronzo è stata realizzata dal marmo originale del 1946. Volto affascinante, estremamente espressivo e ammaliante di una Medusa, colta prima di essere trasformata in orrida testa di serpenti da Minerva.

Bronzi di Riace (Sasha Sosno)

L’opera rappresenta le due sagome dei Bronzi stilizzate, ritagliate in due lastre d’acciaio dipinto di rosso. Giocando con i vuoti, l’artista lascia che siano gli altri ad immaginare la parte assente della scultura.

Tre Colonne (Sasha Sosno)

Le tre colonne doriche, posizionate in sequenza, si inscrivono nella dialettica dei vuoti e dei pieni, complementari gli uni agli altri, nel senso di una mancanza procurata ad ar­te per stimolare l’intervento riflessivo di chi le guarda.

Sette di Cuori (Sasha Sosno)

La carta da poker, intagliata in marmo bianco di Carrara, poggia su una basa di granito grigio proveniente dalle cave silane, lavorata da Lucio Ghio. Commissionata da Carlo e Vincenzo Bilotti, nel Sette di Cuori il numero si riferisce ai sette colli della città di Cosenza, mentre il segno del cuore testimonia l’amore dei fratelli Bilotti per la loro città natale.

Rinascita della Cultura (Mimmo Rotella)

L’opera, commissionata all’artista dal Comune di Cosenza, decanta la poetica della cultura quale reazione ai fondamentalismi e totalitarismi espressi a partire dall’attentato alle Torri Gemelle di New York, nel Settembre del 2001.

Lupo della Sila (Mimmo Rotella)

L’opera, realizzata con lamine di granito verde dagli scalpellini di Carrara, è l’ultima di Mimmo Rotella, che morì prima di vedere la scultura compiuta, autenticata più tardi dalla Fondazione Mimmo Rotella.

Ettore e Andromaca (Giorgio De Chirico)

Edizione monumentale, eseguita in due esemplari autorizzati dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico destinati alle città di Cosenza e Roma, realizzata dalla Fonderia Tavani s.r.l. I due mitici personaggi, appartenenti al periodo metafisico del Maestro, si struggono nell’ultimo abbraccio, prima del duello di Ettore con Achille.

Grandi Archeologi (Giorgio De Chirico)

Edizione eseguita in due esemplari autorizzati dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico destinata alle città di Cosenza e realizzata dalla Fonderia Tavani s.r.l. La scultura è tratta da una copia del 1968, realizzata da Giorgio De Chirico.

Grande Metafisico (Giorgio De Chirico)

Edizione eseguita in un unico esemplare autorizzato dalla Fondazione Giorgio e Isa De Chirico, destinato alla città di Cosenza e realizzato dalla Fonderia Bonvicini di Sommacampana (VR).

https://youtu.be/_MKfvZ-mUuc