15 Bandiere Blu in Calabria

15 Bandiere Blu in Calabria

Questa nuova stagione estiva inizia con la visita delle 15 località che hanno ottenuto la bandiera blu.

Ogni provincia ha le sue località balneari con i servizi migliori e le acque cristalline.

In provincia di Cosenza ci sono le località più numerose: Tortora, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Santa Maria del Cedro, Diamante, Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana.

In provincia di reggio calabria e catanzaro ci sono 2 località ciascuna: Siderno e Roccella Jonica nella prima e Soverato e Sellia marina nella seconda. In provincia di Vibo valentia c’è soltanto Tropea.

In provincia di crotone ci sono altre due località: Melissa e Cirò marina.

Amazing kalabria è stato invitato da una truope televisiva che filmerà tutte le località. In questa occasione avremo modo di visitare le spiagge più organizzate e pulite delle coste calabresi da nord a sud, da est ad ovest.

Si comincia con Soverato e Sellia Marina, poi Tropea e le altre a seguire. Un tour che girerà finoa tutto Agosto. Seguimi sul canale youtube per non perdere le puntate.

 

Capo Vaticano: una perla rara tra i due golfi !

Capo Vaticano: una perla rara tra i due golfi !

Capo Vaticano è uno dei più interessanti rilievi costieri italiani ed una delle località balneari più turistiche della Calabria.

Si affaccia sul Mar Tirreno, nella provincia di Vibo Valentia..

E’ una perla di rara bellezza, tra i due golfi di Sant’Eufemia e quello di Gioia Tauro. Dista solo 10 km. circa dalla suggestiva e meravigliosa Tropea.

Capo Vaticano vista mareUn promontorio da mozzare il fiato.

Dalla sua altura, la vista può spaziare fino alle Isole Eolie e allo Stretto di Messina, nelle giornate terse.  

Anticamente esso era conosciuto col nome di “  Taurianum  Promontorium “, che divenne poi  “Promontorio Vaticano” .

Capo Vaticano: la sua magia è già tutta nel nome che deriva dal latino Vaticinium, che significa oracolo, responso e che rievoca la leggenda secondo la quale, la punta estrema del promontorio fosse abitata dalla profetessa Manto.

Dimorava in una grotta tra le rupi del Capo, proprio di fronte ad uno scoglio che da lei prese il nome di “Scoglio Mantineo “.

E, non a caso, Mantineo deriva dal greco “mantéuo” che significa dare responsi e ci ricorda le origini di questo antico mito. 

Secondo quanto si racconta, alla profetessa si rivolgevano i naviganti provenienti da Nord, prima di attraversare i vortici tra Scilla e Cariddi.

Mentre quelli che provenivano da sud,  chiedevano notizie sulle genti che avrebbero incontrato navigando verso nord. E, sempre secondo la leggenda, Ulisse pare che avesse chiesto alla profetessa Manto, gli auspici per proseguire il suo viaggio.

Oggi, Capo Vaticano è un punto geografico.. dove si erge il Faro della Marina Militare, che con la sua luce, indica la rotta da seguire ai naviganti.

Al di sotto del promontorio è un susseguirsi di calette.. bellissime insenature e spiagge di bianca ..candida sabbia e una distesa azzurra, con un mare cristallino e dall’infinite trasparenze.

Belle spiagge  ricordiamo ” Le Grotticelle “,  “Riaci “, ” Praia I Focu”.

Ma la più suggestiva è quella di “Torre Ruffa “, legata alla leggendaria vicenda di Donna Canfora , bellissima e fedele vedova, che rapita dai Saraceni, si sarebbe buttata in mare dalla nave, preferendo la morte al disonore.

Per questo motivo, il mare cambia ogni ora il suo colore, assumendo diverse sfumature di azzurro, come il colore del velo che le cingeva la testa.. e le onde che si infrangono sulla riva ,ricordano lo struggente lamento, quando ogni notte , nelle sembianze di un fantasma ,saluta la sua prediletta e amata terra.

Tramonto Capo VaticanoQuesto incantevole promontorio è come un rigoglioso giardino che si protende verso il mare, ad abbracciare le dirimpettaie Isole Eolie.

E.. sul tardi.. quando la palla infuocata del Sole viene inghiottita dalle fauci del vulcano Stromboli, ecco che esplodono ammalianti.. struggenti e indimenticabili tramonti.

Solo dalla Calabria, da questo meraviglioso tratto di  “Costa degli Dei “, si può godere di questo fenomeno naturale.

Uno scenario magico e fantastico si apre al nostro sguardo che crea atmosfere di una bellezza naturalistica e paesaggistica, unica al mondo, di eccezionale importanza estetica.

Fenomeno che presenta  tutti i caratteri richiesti appunto dall’Unesco, per ottenere  il riconoscimento di universalità, insostituibilità ed unicità.

San Michele Arcangelo a Vibo Valentia e le giornate del Fai

San Michele Arcangelo a Vibo Valentia e le giornate del Fai

La chiesa di San Michele a Vibo Valentia, nota anche come Chiesa di San Michele Arcangelo, è uno degli esempi più belli.

Un esempio prezioso dell’architettura rinascimentale di tutta la parte meridionale della penisola italiana, che si distingue per la sua eleganza e la presenza di ornamenti molto delicati.

Fu realizzata nel 1519 sulla base del progetto di un architetto senese, Baldassarre Peruzzi. Il suo progetto originale è stato fortemente rivisto dopo il terremoto avvenuto alla fine del XVIII secolo.

Torre della Chiesa di S.michele Arcangelo

Vista dal drone della torre campanaria

L’interno della Chiesa di San Michele, che fu elevata a parrocchia nel giorno dell’8 agosto 1519 dal Vescovo di Mileto, Andrea Della Valle, ha una navata unica ed è arricchito con eccellenti bassorilievi.

In fondo alla navata si può ammirare l’abside che mostra chiaramente il gusto tipico del periodo barocco. All’interno è possibile vedere un quadro di Luca Giordano raffigurante San Michele che scaccia Lucifero.

Fra le altre cose, si fanno notare le pregiate decorazioni artistiche presenti sul portale d’ingresso sulla facciata principale, con pilastrini d’ordine ionico.

Anche il campanile merita qualche scatto fotografico, caratterizzato da una sezione a pianta quadrata e da ben tre ordini sovrapposti. Oggi risulta privo della cuspide a seguito del terremoto del 1783. La torre campanaria aveva un orologio il cui meccanismo è stato ritrovato sul posto ed oggi conservato nel museo.

Nella Chiesa di San Michele Arcangelo, inoltre, erano custodite alcune importanti tele risalenti al Duecento. Un notevole patrimonio artistico che oggi può essere ancora ammirato all’interno della chiesa di San Giuseppe e che consiste in due tele del Rubino che raffigurano “La Comunione di Cristo” e la “Madonna col Bambino, San Pietro e San Paolo”.

Poi vi sono anche “La Deposizione” e “L’Annunciazione” di Zoda. Una pregevole tela di “S. Gaetano” opera che porta la firma del Curatoli. Un prezioso quadro del Seicento raffigurante la “Caduta degli Angeli” di Giordano.

Dell’antica struttura della chiesa precedente a quella realizzata nel 1559, secondo alcune testimonianze, rimane una cripta, ubicata sotto il pavimento e accessibile da un ingresso esterno alla chiesa.

È probabile che la cripta sia stata realizzata nel periodo normanno o nell’epoca degli angioini.

Secondo le ipotesi degli studiosi, la cripta della chiesa di San Michele, sarebbe stata realizzata in concomitanza a un piccolo luogo di culto, noto come San Michele il Vecchio, andato distrutto per permettere la realizzazione dell’attuale chiesa.

La cripta a forma di croce latina e costituita da cunicoli stretti e piccoli abitacoli.

Questa è gestita dal comune di Vibo come spazio museale della città.

Al suo interno è possibile ammirare opere di arte sacra antica come tabernacoli, statue, sculture, lanterne e altri oggetti rinvenuti al suo interno.

Altrettanto suggestivi e probabilmente fiore all’occhiello di questo museo in Calabria sono il sarcofago, rivenuto e custodito all’interno dell’ossario, noto a molti come l’ossario di Vibo Valentia.